Cenni storici

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Storia di Pescia

Pescia capoluogo storico e culturale della Valdinievole.

Secondo alcuni ritrovamenti archeologici e testimonianze scritte, si presume che Pescia sia stata fondata dai longobardi che qui vi posero un insediamento.

Poco più di tre secoli dopo la fondazione dell’abitato, Pescia rimase coinvolta negli scontri fra Guelfi e Ghibellini. Di parte ghibellina venne a scontrarsi con Lucca di parte guelfa e venne invasa e distrutta nel 1281, ma già pochi anni dopo ricominciò la ricostruzione con l’aiuto degli stessi lucchesi.

Durante il Medioevo Firenze e Lucca si contesero la città, il cui comune sorgeva al confine fra le due repubbliche. Dopo un tentativo di invasione fallito da parte di Pisa la città passò sotto il dominio della Repubblica di Firenze. Il dominio di Firenze non fu senza contrasto e non mancarono azioni di guerre e congiure fra le quali notevole nel 1339, quella ordita dai Garzoni per restaurare il governo ghibellino e lucchese. 

Nel 1362 non più solo i Lucchesi soggetti ormai alla dura signoria pisana, ma Pisani e Lucchesi, istigati da Giovanni Garzoni, tentarono in forze ma senza successo, un colpo di mano su Pescia fiorentina, che nel 1430, dovette altresi difendersi con memorabile e fortunata tenacia da un assalto di Francesco Sforza Degno di ricordo anche il tentativo dei Pisani, ribelli a Firenze nel 1496.

Stabilitosi definitivamente con Alessandro  il governo dei Medici, Pescia ne resta pacifico possesso e favorita largamente dai principi, acquista sempre maggiore importanza e prestigio:

il 19 febbraio 1699, il granduca Leopoldo di Toscana Cosimo III De’ Medici la elevò al rango di città; a lui i pesciatini dedicarono la Porta Fiorentina, una porta cittadina a modello di un arco di trionfo, situata sulla strada che, uscendo dal centro cittadino, prosegue verso Firenze.

Napoleone Bonaparte  transitò con il suo esercito nella Valdinievole e sostò a Pescia, ordinò però la riconversione della produzione agricola, facendo sostituire la tradizionale produzione della seta con la barbabietola da zucchero per l’approvvigionamento del suo esercito, arrecando grave danno all’economia cittadina.

Nel 1849 in seguito all’unione del  Ducato di Lucca al Granducato di Toscana, Pescia entrò a far parte del compartimento di Lucca che in seguito all’unificazione italiana divenne la provincia di Lucca. La città rimase in ambito lucchese fino al primo dopoguerra, quando in seguito alla creazione della provincia di Pistoia,      8 gennaio 1927 venne deciso il passaggio alla neonata provincia.

I bombardamenti della seconda Guerra Mondiale danneggiarono molto gravemente Pescia poiché si trovava a ridosso della linea gotica e le truppe naziste in ritirata, minarono vari edifici del centro abitato e fecero saltare tutti i ponti sul fiume. La completa distruzione della città che pure i tedeschi avevano minacciato, fu evitata grazie all’impegno e alla mediazione del vescovo Angelo Simonetti.

In seguito la città si riprese rapidamente e venne costruito il Mercato dei Fiori e in seguito il Mercato dei Fiori Nuovo, iniziando il commercio dei fiori nel mondo. 

Il centro storico di Pescia è diviso in quattro quartieri: Ferraia (Piazza Mazzini, Ruga degli Orlandi, Piazza Santo Stefano), San Francesco (Piazza San Francesco, via Cesare Battisti, Ricciano), Santa Maria (Piazzetta Ducci – popolarmente nota come “Sdrucciolo del Duomo”, via Giuseppe Giusti, via Giovanni XXIII) e San Michele (Borgo della Vittoria, via Giovanni Amendola, Casacce); i quattro quartieri si sfidano a settembre nel Palio dei Rioni».

Il Duomo
Piazza Mazzini
Le Chiese
I Musei
Collodi
Le Dieci Castella
Il Teatro Pacini
Il Palagio
Il Palazzo Del Vicario
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