Le Chiese

Chiesa Di San FrancescoOG2_sanfrancesco_pescia_1

La tradizione vuole che San Francesco prima di proseguire alla volta di Pisa, si fermò per tre giorni a Pescia, gradito ospite del ricco e pio mercante Venanzio degli Orlandi il quale gli fece dono di un piccolo oratorio e di una casupola perché vi stabilisse un convento per i suoi frati. il santo accogliendo il dono del conte Orlandi fece venire due frati da Firenze affinchè si prendessero cura dell’oratorio al quale probabilmente era annesso un ospizio. La chiesetta era situata nella parte settentrionale della città in luogo detto “Giocatoio”. La realizzazione del ponte San Francesco come venne chiamato e demolito dopo la seconda guerra mondiale si rese necessaria perché sull’altra sponda il piccolo insediamento francescano diventava sempre più polo di attrazione spirituale e caritativo. Il piccolo oratorio venne subito ampliato quando Gregorio IX innalzò San Francesco alla gloria degli altari. Molte famiglie pesciatine come gli Albizi, i Mainardi i Della Torre concorsero ad abbellire quello che ancora oggi è fra i celebri monumenti della città. L’opera più importante della chiesa è la tavola di Bonaventura Berlinghieri del XIII secolo che raffigura San Francesco e particolari della sua vita.La chiesa costruita nel 1241 al suo interno presenta un’unica navata con ampio transetto in cui si aprono tre cappelle, Lungo il fianco sinistro si trovano altre due cappelle monumentali: la Cappella Orlandi-Cardini realizzata da Andrea Cavalcanti detto il Buggiano, figlio adottivo di Brunelleschi che per primo esportò il gusto rinascimentale in architettura al di fuori dei confini di Firenze e la Cappella del Santissimo Sacramento. Il lato destro e la restante parte di quello sinistro sono decorati da altari in pietra serena. Il crocifisso nella parete di fondo nella Cappella Orlandini è di Giuliano da Maiano ed è incorniciato dagli affreschi di Neri di Bicci (1458). Nella cappella dell’Immacolata Concezione si trovano decorazioni barocche settecentesche attribuite a Giovan Battista Ceceri. Nei primi Novecento vennero fatti dipingere tutti gli stemmi nobili e patrizi di Pescia. Spicca sull’altare una scultura lignea del XV secolo della Madonna col Bambino ritenuta miracolosa quando la mattina del lunedì di Pasqua del 13 aprile 1506 diede molti segni miracolosi ai fedeli in preghiera. Per ricordare l’evento venne fondata la chiesa di Santo Stefano e Niccolao e creata la compagnia della Misericordia. Attorno alla statua si trova una tela seicentesca attribuita ad Alessandro Bardelli. Sulla parete di destra si trova la Pietà di Cristoforo Allori mentre a sinistra la Gloria di Angeli sempre del Bardelli. All’estremità sinistra del transetto da notare la tela del Martirio di Santa Dorotea di Jacopo Ligozzi (1595): di tale santa, protettrice della città fin dall’ingresso dei fiorentini in città (6 febbraio 1339) si conserva qui una reliquia. Alcune lastre tombali trecentesche sono state montate lungo la parete: si tratta di cavalieri della famiglia fiorentina degli Obizzi, esiliata a Pescia per le sue simpatie verso Lucca. Da notare anche la grande tela di Rodomonte Pieri e Francesco Nardi che raffigura San Carlo Borromeo in preghiera. Nell’abside si trova la seicentesca tela di Giovanni Martinelli che rappresenta il ” miracolo della Mula” nell’atto di inchinarsi al Santissimo Sacramento sostenuto da Sant’Antonio da Padova. Affreschi di fine Trecento attribuiti al pistoiese Antonio Vite ornano la parte superiore della cappella absidale. la cappella Nucci , invece è ornata da affreschi del 1430 attribuiti a Bicci di Lorenzo. Il campanile fu eretto tra il 1718 e il 1719 su disegno di Carlo A. Arrighi.

La Chiesa dei Santi Stefano e Niccolao

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La Chiesa dei Santi Stefano e Niccolao viene menzionata nel 1068. L’accesso all’edificio è molto scenografico, con un sagrato a terrazza con due rampe di scale e una balaustra con piccole colonne di marmo e mensola in pietra serena.L’interno a tre navate è scandito da pilastri con capitelli corinzi in pietra.Ricordiamo fra le opere l’Annunciazione della Madonna dell’Acquavino, in legno dipinto del XV secolo,San Michele e San Sebastiano di Ciampelli e la Liberazione di san Pietro di Tiarini.

Chiesa Di Santa Maria Maddalena220px-Pescia-chiesa_santa_maria_maddalena-facciata

La chiesa è ubicata davanti al Duomo. Già documentata a partire dal XIII secolo deve il suo aspetto odierno ad un rimaneggiamento settecentesco. Sull’altare barocco ornato da angeli e sculture di Giovan Battista Ciceri si conserva il Crocifisso detto “Della Maddalena”. L’opera in legno risale alla seconda metà del XIV secolo e la sua storia come del resto la sua origine è ricca di tradizioni e leggende. dal 1700, ogni 25 anni, il crocifisso viene trasportate per le strade della città e in quella occasione chiamata “Feste di Maggio” i palazzi e le colline sono illuminati con lumini a cera.

Chiesa Della Madonna Di Piè Di Piazza

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La Chiesa fu costruita nel 1454 per volere della famiglia Galeotti ma assunse un valore devozionale prorompente nei primi anni del seicento, quando per ordine del granduca Ferdinando I, vi fu trasportata l’immagine della Madonna che da secoli era collocata nella piccola cappella posta sul ponte di Santa Maria.La Chiesa chiude il lato meridionale di Piazza Mazzini: La facciata rinascimentale e il disegno sono opera di Andrea di Lazzaro Cavalcanti detto il Buggiano allievo del Brunelleschi. Terminata nel XV secolo l’edificio è caratterizzato da un sistema di grandi arcate. All’interno da segnalare il bel soffitto ligneo realizzato nel 1609 e l’affresco del XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino.

Chiesa di San Michele Arcangelo

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In Pescia è attestato un monastero dedicato a san Michele dal 1104 e una chiesa annessa dal 1173. L’aspetto attuale rimanda soprattutto ai lavori di ampliamento e ristrutturazione cinquecenteschi.  Nel 1785 il monastero venne secolarizzato e trasformato in conservatorio femminile. Nel 1866 immobili e beni passarono al demanio statale. Restaurato nel 2004, oggi il complesso ospita il Liceo Lorenzini, la pinacoteca e la parrocchia di san Michele. Il tutto è gestito da una fondazione.
 

Il refettorio del monastero

La chiesa ha forme cinquecentesche, con una facciata a capanna con bel portale ligneo (XVII secolo).

L’interno, a navata unica, conserva numerose opere: lAnnunciazione attribuita a Santi di Tito (XVI secolo), il Miracolo di San Lorenzo e l’ Apparizione di Cristo alla Maddalena, riquadri affrescati da Domenico Bamberini (inizio XVIII secolo), San Benedetto e San Michele Arcangelo che sconfigge il demonio di Alessandro Bardelli (inizio XVIII secolo).

Di particolare interesse è la scultura lignea con San Michele e il drago di ignoto artista locale (fine XV secolo). Sull’antico coro monacale della chiesa si trova una pregevole vetrata con San Michele che uccide il drago, attribuibile ad un maestro renano degli inizi del XVI secolo.

Nell’antico monastero si trovano oggi un liceo, alcuni locali della parrocchia e una pinacoteca. Quest’ultima, ospitata in tre sale, tra cui il refettorio dominato dall’Ultima Cena di Fioravante Sansoni, presenta opere dal XIV al XVIII secolo, arredi e oggetti liturgici. Durante la visita si può inoltre chiedere l’accesso al coro sopraelevato delle monache, con seggi lignei cinquecenteschi, dove si trova una grande tela di Brunetto Ippoliti (1604).

Chiesa di S. Antonio Abate 

L’antica Chiesa conserva all’interno il prezioso gruppo ligneo duecentesco della deposizione di scuola umbro-toscana, (popolarmente chiamato I Santi Brutti) e, nella cappella maggiore, affreschi quattrocenteschi di Bicci di Lorenzo.

 

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