1° ITINERARIO DA PERCORRERE: da Vellano, Via Luciorana, fino al rio Pesciolle e ritorno.

LUCIORANA1 POMONTE

Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo

Lunghezza: 6,5 Km

Difficoltà: sterrato e pietre, attenzione al guiado dei rii

Cibi e bevande: fontana al cancello del cimitero

Calorie consumate: 450 

L’itinerario interessa quella zona di Valleriana delimitata sul lato nord dalla Strada della Val di Forfora, in prossimità di Ponte a Cosce, e sul lato sud delle frazioni di Vellano, Obaca e le pendici di Poggio alla Forca; il percorso permette di superare 4 degli affluenti del Pescia di Calamecca, così è chiamato il ramo est del Pescia Maggiore fino a Ponte a Cosce, dopodichè diventa Pescia di Vellano; il sentiero è quasi sempre nel bosco e i puinti di riferimento sulla cartina sono proprio questi corsi d’acqua; si tratta di un’area molto ricca di torrenti, forse la più ricca in Valleriana, la “valle dei rii”; in estate essi possono essere asciutti ma nei periodi piovosi hanno un’alta portata, scendono con impeto torrentizio e spesso se ne creano di nuovi che attraverano i sentieri. Si parte da Vellano e si superano i rii con l’intento di scendere sulla Strada della  Val di Forfora che scorre sotto di noi parallela al torrente Pescia; purtroppo dopo aver superato il fosso Pesciolle il percorso non è più praticabile per l’intensa vegetazione e quindi non si può raggiungere nè il Mulino del Rosso nè il sottostante Ponte a Cosce e nemmeno lo sterrato che conduce a La Serra, alla Pieve di Furfalo e a Panicagliora; pertanto si rimane in quota e se desideriamo arrivare sulla Provinciale non resta che scendere nella Pescia da uno dei numerosi sentieri che troviamo e cercare di guadarla, ma non è consigliabile.

Vellano: capoluogo della Svizzera Pesciatina, 480mslm, 600 abitanti; dal latino “avellanum”, il nocciolo dalle cui piante i boschi circostanti erano ricchi; lo stemma del paese rappresenta tre alberi di nocciolo; nato prima del X secolo; nel 1281 la rocca e le mura furono distrutte da guelfi lucchesi perchè Vellano aveva aiutato Pescia ghibellina; nel 1339 si associò alla Lega dei Castelli della Valdinievole e fu sotto Firenze; nel1367 Coluccio Salutati redasse lo Statuto del Comune; ha tratto giovamente dalla costruzione voluta dai Lorena della via Mammiamese, terminata nel1883, per favorire i traffici con il Nord Italia; fu sotto la provincia di Lucca e dal 1928 sotto Pistoia; nel 1929 il comune fu soppresso e passò sotto Pescia; da vedere i resti della Rocca nella parte alta del paese, la Chiesa di S. Michele nel perimetro murario e la Pieve dei Santi Sisto e Martino, edificata fuori le mura sui resti dell’abbazia benedettina, di cui è stata ritrovata la cripta; conserva affreschi, tele di pittori vellanese e 2 ceramiche robbiane; da visitare il Museo Mineralogioc e del Cavatore; uomini illustri di Vellano furono Manno Ormanni, notaio del sec. XIV; Giovanni Nardini, matematico a Bologna e Roma nel sec. XVI; Sante Nardi, Rodomonte Pieri, Spinamonte Vanni e Alberico Carlini pittori del sec. XVII-XVIII; Bartolomeo Tognini, medioc del Granduca del 1800 che riuscì a far passare la Mammianese all’interno del paese; Pietro Nardini, medico all’Università di Pisa nel sec. XIX; Ilario Calamari, industriale innovatore della lavorazioen della carta e Francesco Sansoni, studioso di mineralogia del 1800.

Ponte a Cosce: o Ponte a Coscia o Pontaccosce (304mslm) ha legato il suo nome alla presenza di numerose cave di pietra arenaria, detta pietra serena, che fino a qualche decennio fa rappresentava un’importante risorsa per la gente del posto; due di queste cave si trovano poco sopra Ponte a Cosce, sul versante nord del colle Poggio alla Forca, a ridosso del fosso Pian del Lago, e una si trova poco prima del fosso delle Ricorciane sulla provinciale; da qui furono estratte le pietre per costruire il ponter del Duomo; il nome potrebbe derivare da “coscia”: sostegno laterale edilizio di un ponte.

Obaca: (495 mslm) di derivazione latin: Ubba o Obba che significa Pioppo; era un piccolo villaggio romano, già ricordato nel910 come insediamento vicino alla Pieve di Vellano; detta anche Obaca Flora o Obacula; oggi è un colle molto verde attraversato da una strada sterrata, circondata da boschi con una casa e poderi; offre un’ottima visuale su Sorana e Castelvecchio; è situato a nord-est del Traspo. 

Buta: (482 mslm) colle situato fra obaca e Pomonte.

LIGNANA - Copia VELLANO3

Partenza: si parcheggia nel piazzale antistante il cimitero (537 mslm), si va sulla via Mammianese, la oltrepassiamo e si prende lo sterrato in leggera discesa; proseguiamo sempre su sterrato e pietre e a 550 metri compare un vecchio rudere sulla destra costruito nel 1950; si continua in discesa e a 750 metri si supera il rio Obaca che vediamo scendere tumultuoso ed incanalato sotto strada; esso nasce alle pendici del Parietaio; si procede in salito e di nuovo al coperto: sotto di noi, nascosto dal bosco, il fosso Le Ravi; a 900 metri troviamo un bivio e qui ci portiamo a diritto (a sinistra si va invece verso Casa Obaca, 135 m slm, e Casa Buta, 258 m slm); a 1040 metri e 20 min si prosegue a diritto e in salita in dire<zione Pomonte (471 m slm) (a sinistra si scende invece verso Ravaccia e Col Pian di Forco, 388 m slm); a 1150 metri al bivio andiamo verso sinistra e nella boscaglia verso ovest si intravede il monte Lignana o Mazzalucchio (863 mslm) riconoscibile per la caratteristica forma a triangolo o a cono vulcanico; il monte è situato sopra Sorana, Montaione e Lignana; quest’ultima ora distrutta, un tempo era l’undicesimo Castello della Svizzera Pesciatina; a 25 min e 1600 metri compare il cartello Luciorana (a sinistra si scende per Pomonte); a 30 min e 1700 metri si supera il fosso di Buta, anch’esso incanalato sotto strada (nasce dal Cerretello a 700 mslm, sulle pendici del Parietaio); si prosegue sempre al coperto tra i pini, castagni e felci (in alternativa si può scendere a Pomonte e poi si risale sul nostro tracciato); a 35 min e 1850 metri si arriva in località Luciorana (506 m slm) e si prosegue a sinistra in discesa, a diritto: qui il fondo stradale è spesso sconnesso e ci sono erba alta e felci, spesso sassi; a 2250 metri e 50 min si giunge al fosso di Pian del Lago che si guada abbastaza bene (il fosso nasce dal sovrastante Pian del Lago a 712 m slm, situato insieme al Poggio della Forca sulle pendici del Paretaio) e si procede sulla riva sinistra del fosso, in salita e costeggiando dall’alto il fosso stesso; anche qui si cammina con difficoltà perchè il fondo è sconnesso, vi sono alte felci tronche caduti che sbarrano la strada e piante urticanti; si giunge quindi al fosso Pesciolle a 65 min e 2850 metri; questo raccoglie i rii provenienti dalle località La Sega (fosso delle Giane), Valupaia, Sassore, Le Piane Alte e Romito (fosso delle Piane), poggio dell’Argole (fosso dell’Argole), Botralo e Altarino (fosso Botrolo), Batino (fosso di Rimezzini) sulla sua riva sinistra e dalle località Distendino, Lecci, Verguglio, Gricciana, area collinare sotto Serra Pistoiese, e poggio Trenacce (fosso delle Pescioline e fosso del Mambriccio) sulla sua riva destra; si oltrepassa il fosso Pesciolle e si continua costeggiandolo; sotto di noi coperto dalla boscaglia, il Mulino del Rosso (uno dei più belli dei nostri opifici, situato in località Distendino, comune di Marliana, tra Pescia di Calamecca e il rio Pesciolle; attivo fino al 1965, adesso in rovina, collegato alla Provinciale  da un ponticello in legno sul Pescia di Calamecca e al sentiero verso Luciorana e Obaca da un ponticello in pietra sul fosso Pesciolle); a circa 3300 metri e 75 min risulta impossibile procedere per la fitta boscaglia sul sentiero per cui si è obbligati a tornare indietro.

LUCIORANA POMONTE4

E’ consigliabile consultare una cartina dettagliata, almeno 1:25000, oppure navigare sul sito Regione Toscana Cartoteca Geoscopio visualizzando la zona che interessa e ingrandendola finchè non si riesce a definirla bene. Questo percorso si collega a Via del Traspo e Via per Obaca; alla loc. Le Valli per Calamari; alla Corta di Vellano o Via Grande, il percorso naturalistico-didattico tra Calamari e Vellano; alla Via per Pian del Lago e La Seta; al sentiero che da Ponte a Cosce conduce a La Serra-La Pievaccia oppure Panicagliora.

(Alessandro Birindelli) 

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