Il Teatro Pacini

teatro pacini

Di fronte alla chiesa di S. Francesco si trova il teatro intitolato a Giovanni Pacini.
La splendida architettura teatrale dell'”Accademia degli Affilati”, risale al 1717. 
Gli Affilati era un gruppo di privati, prevalentemente nobili, mossi dall’amore per l’opera lirica che si unirono in una vera e propria impresa con costi e rischi.
L’Accademia degli  Affilati affidò all’architetto  pesciatino Giovanni Antonio Tani  il progetto del nuovo teatro e l’onere di seguire i lavori di costruzione che iniziarono il 14 luglio del 1717 e terminarono  circa dieci anni  dopo. 
L’intera volta del padiglione centrale fu affrescata da Pietro Scorsini

Intitolato dal 1889 al compositore catanese Giovanni Pacini, il teatro, realizzato per incarico dell’Accademia degli Affilati, fu inaugurato nel 1728 con tipologia di platea a U e 40 palchi (progetto dell’architetto Giovanni Antonio). Un primo importante intervento di ristrutturazione risale al 179395 quando, su disegno dell’architetto Niccolò Paoletti, furono aumentati e ricostruiti i palchi. Nel 1842, su progetto di Pietro Bernardini, la pianta del teatro assunse la tipologia a ferro di cavallo, vennero trasformate le aperture dei palchi e fu rinnovata la sua decorazione con stucchi e pitture (quelle del palcoscenico, isipari e gli scenari, furono opera di Giovanni Pessuti). Nel 1888 a seguito di importanti cambiamenti interni all’Accademia, il teatro fu oggetto di un altro importante intervento per la messa a norma secondo quanto previsto dall’allora vigente normativa: furono realizzate nuove uscite di sicurezza con scale verso il fiume; fu isolato il palcoscenico dalle strutture portanti del soffitto con una parete di mattoni vuoti; vennero eseguite nuove decorazioni pittoriche dell’interno per opera del pittore Ugolino Ugolini; venne infine abbassato il palcoscenico, furono rifatte le drapperie in color rosso e le panche della platea. Nel 1889, con la rappresentazione dell’opera lirica Saffodi Giovanni Pacini, il teatro venne riaperto. I primi anni del Novecento sono contrassegnati da varie riforme interne all’Accademia che si concluderanno col suo scioglimento e da alcuni interventi di innovazioni nell’impiantistica realizzati su progetto di Ugo Pergola: impianto elettrico, nuovi camerini, ignifugazione delle scene e creazione di tre corridoi di percorrenza in platea. Altri interventi sul teatro si verificarono nel primo dopoguerra per ampliare la platea e i posti nei palchi e ancora nel secondo dopoguerra quando si dovette rimediare ai danni provocati alle coperture dalle continue esplosioni delle bombe tedesche per far saltare il ponte San Francesco (194749, ingegner Guido Michelotti). Il restauro più recente attuato nell’ambito del Progetto Integrato FIO-Regione Toscana per l’edilizia teatrale su progetto dell’architetto Francesco Gurrieri e supportato da una vasta campagna di ricognizione documentaria sulle fonti di archivio del Teatro condotta da Daniela Lamberini, oltre a restituire il teatro ai suoi valori più autentici lo ha dotato delle più moderne attrezzature scenotecniche capaci di soddisfare le attuali esigenze di messinscena.

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